Elezioni: Pdl vecchio, verso lo strappo. E la Lega scopre la sua anima green…

“Alleanze col Centrodestra? Disponibili a farle, a patto che…”. Nelle sedi della Lega Nord si lavora già alacremente in vista delle elezioni del prossimo 7 giugno, anche se sui compagni di strada (quanti? dove? come?) la prognosi è ancora riservata. Le discriminanti? Innanzitutto il passaggio anche alla Camera, dopo il Senato, della prima forma di federalismo fiscale, atteso entro il prossimo mese di marzo. “Ci sarà tempo fino ai primi di maggio per depositare liste e candidati, da parte nostra non c’è fretta, che si sbrighino gli altri” – dicono nella sede leghista di via Bellerio. E poi conterà la qualità dei candidati, visto che in più di un caso il nascente Pdl vorrebbe presentare ai cittadini volti non proprio nuovi della politica locale, dai curricula non proprio cristallini, dal passato (e quindi dal futuro) non proprio confortante. 

 

“Piuttosto che vincere a tutti i costi, e poi dover avallare scelte imbarazzanti, meglio correre da soli per non pentirsene dopo” – sottolinea, almeno in Lombardia, più di un segretario provinciale padano. I casi di giunte di Centrodestra traballanti, infatti, non certo per colpa della Lega, sono numerosi: Como, San Donato Milanese, Rho, Desenzano per dirne alcuni. Or qui or là lotte intestine al Pdl, polemiche sulla sicurezza, indagini in corso su questo o quell’assessore. E siccome la partita in gioco il 7 giugno è di un certo peso, chiaro che in casa leghista non ci si vogliano legare le mani anzitempo. “Prima di tutto la tutela del nostro territorio, lo stop al cemento e alla grande distribuzione, la difesa dei nostri parchi, dell’acqua e dell’aria” – ripete da tempo il segretario della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti. Una Lega “ambientalista”? Per un certo verso sì, oggi solo un federalista può dirsi davvero ambientalista. Perché? Perché finchè i comuni non si potranno tenere in casa le tasse pagate dai loro cittadini, saranno costretti a far costruire tutto e tutti per incassare i soldi (oneri di urbanizzazzione è il termine tecnico) per far quadrare i bilanci.

Devi fare una scuola? Vendi per sempre un pezzo del tuo territorio. Scelta mortale, visto che la Lombardia e la Padania in generale hanno ahimé il record europeo di densità di popolazione. E quindi di inquinamento. Ecco perché la scelta sulle alleanze non può prescindere dal procedere a tappe forzate (seppur dialogate) del federalismo. E poi, ultima ma non ultima, viene la matematica, la semplice aritmetica. Molti leghisti una volta al mese donano il sangue o il plasma, il dono dei voti ancora non è previsto… Nella sola Padania si andranno infatti ad eleggere 3.400 sindaci, 27 presidenti di provincia, decine di migliaia di consiglieri comunali. Un esercito di amministratori, perlopiù di volontari visti i compensi che nel 90% dei casi non raggiungono i 500 euro al mese. E se i voti dello scorso anno dicevano che la Lega Nord superava ormai abbondantemente il 20% dei consensi in buona parte della Padania, i sondaggi di oggi dicono addirittura che questi numeri sono in aumento. 

 

Questo il Pdl lo sa, quindi gioca al ribasso. La Lega in Lombardia chiede, per favore e sottovoce, di esprimere suoi candidati almeno a Sondrio, Bergamo e Brescia, dove da sola supera il 30% dei consensi popolari? La risposta è no, e non fa niente se lì la Lega potrebbe vincere anche da sola. In Veneto la Lega, ormai ampiamente primo partito, vuole che so io giocare la sua partita a Venezia, a Padova, a Belluno? La risposta sono gli insulti di Galan, un giorno sì e l’altro pure. E in Piemonte? Si vota in sei province fra cui quella enorme di Torino, dove il Pdl ha già presentato il suo candidato senza nemmeno dare un colpo di telefono preventivo all’alleato leghista. “Alleati magari sì, fessi certamente no” – commentava a proposito un parlamentare piemontese del Carroccio. E poi Bologna, Reggio Emilia, Forlì, Biella e Cremona.

Come andrà a finire? La Lega i suoi candidati, sindaci, consiglieri comunali o provinciali, li sta scegliendo in queste settimane, le liste sono in fase di preparazione, per il prossimo 28 e 29 marzo sono previsti gazebo in ogni piazza della Lombardia. Gli alleati ci saranno? Chi saranno? Quanti saranno? La palla è in mano altrui, soprattutto in quel di Roma dove su sicurezza e federalismo si voterà nelle prossime settimane. Vedremo se ci saranno altri senatori napoletani del Pdl che schiacceranno il pulsante sbagliato, vedremo se ci saranno altri insulti a Napolitano e al resto del mondo, vedremo se l’Udc proseguirà sulla linea di Casini o sceglierà di seguire la voce del Nord, vedremo come si comporterà Tremonti sulla libertà di spesa per i comuni virtuosi (che sono solo al Nord) e sulla revisione degli studi di settore. Insomma, vedremo tante cose. Come San Tommaso, stavolta oltre alla fiducia vogliamo toccare con mano. Accidenti, ho citato San Tommaso, magari il direttore di ‘Famigghia Cristiana’ si offende per “sequestro di santo ad opera di un razzista”…