Cavolini Padani: La Lega scomunica il Vaticano

Semideserti i corridoi del Parlamento Europeo in questo scampolo d’agosto, ma noi ci siamo per portare sui vostri video dei Cavolini belli freschi. In verità avremmo voluto parlare di un sabato che cambierà, in un senso o nell’altro, i destini di questa Europa grande fuori ma piccola dentro: sabato 2 ottobre gli irlandesi voteranno (o meglio ri-voteranno) il referendum (perché loro sì e gli italiani no?) per la ratifica del Trattato di Lisbona, la versione ridotta della Fu-Costituzione-Europea trombata dai referendum francesi e olandesi nel 2005. Magari di Irlanda parleremo settimana prossima, troppo calda infatti è la bagarre tutta italiana fra qualche porporato vaticano e un’azione di governo che raccoglie larghissimo consenso popolare. Premesso che ho fatto le scuole medie dai preti a Milano, che ho fatto il boy scout, che frequentavo (e frequento col mio bimbo) l’oratorio ma che in Chiesa ci vado tre o quattro volte all’anno, premesso quindi che sono l’ultimo dei buoni cristiani, mi limito ad osservare. A leggere. A strabuzzare gli occhi. E a riportare a voi.
“Coloro che si trovano nella Città del Vaticano senza le autorizzazioni previste, o dopo che esse siano scadute o revocate, possono essere espulsi anche colla forza pubblica… Coloro che non siano cittadini vaticani per accedere alla Città del Vaticano debbono munirsi di un permesso che, previo accertamento dell’identità personale, è rilasciato dai funzionari; il permesso ha effetto per rimanere nella Città del Vaticano soltanto per le ore stabilite con provvedimento del Governatore e deve essere conservato ed esibito a qualsiasi richiesta… Nessuno può dare alloggio né temporaneo né permanente, con o senza corrispettivo, anche a persona autorizzata al soggiorno, senza l’autorizzazione del Governatore”. Così funziona Oltretevere, così recita il Capo II “Dell`accesso e del soggiorno nella Città del Vaticano” della Legge sulla cittadinanza dello Stato pontificio in vigore dal 1929.
Capito? La forza pubblica! Se non sei autorizzato, se il permesso è scaduto, se sei abusivo o clandestino, la Legge Vaticana ti condanna all’espulsione. Con le buone o meno. Da quelle parti poi ci sono anche delle belle “celle di detenzione” che però, stando alle parole del presidente del Tribunale Vaticano professor Giuseppe Della Torre, non vengono adoperate. Ma tant’é, galera o no, dalle parti di Piazza San Pietro se non hai tutti i documenti a posto non ci rimani! Chissà se l’hanno detto a quei Monsignori che in questi giorni si strappano la tonaca inveendo contro la Lega brutta, cattiva e inospitale. Il primo a perdere i nervi è stato, nome omen, monsignor Giovanni Nervo, fondatore della Caritas italiana, che ha bollato come un comportamento “che grida vendetta al cospetto di Dio” l’operato del governo in tema di immigrazione clandestina: “I respingimenti in mare sono solo barbarie e crudeltà”. Eh già, tanto in Vaticano il mare non ce l’hanno…
Dal Nervo al Montenegro, sapore vero, vescovo di Agrigento ed ex presidente della Caritas: “E’ assurda una legge che chiude porte e finestre e non tiene conto della situazione e della sofferenza di tanta gente”. Al coro non poteva mancare la voce di monsignor Marchetto, segretario del Pontificio consiglio dei migranti, che scomodando Adamo, Eva e il serpente arriva a scrivere che “il reato di clandestinità è il peccato originale dell’intera legislazione italiana in materia di immigrazione e ha importanti ripercussioni sulla vita del migrante”. Dulcis in fundo ecco il volto televisivo di questi giorni, “premio anti-Lega 2009″: monsignor Antonio Maria Vegliò, nato il 3 febbraio 1938 a Macerata Feltria, già pro-nunzio apostolico in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone, in Guinea Bissau e a Capo Verde, arcivescovo della (peraltro scomparsa) diocesi avellinese di Eclano e in questi giorni fustigatore dei miseri costumi padani. Bossi? Penoso. Calderoli? Offensivo. Niente male, è una bella lotta con don Scortino, direttore di Famiglia Cristiana, che su Maroni e sul Carroccio ne ha dette e scritte come non accadeva dai tempi delle manifestazioni del Centro Sociale Leoncavallo: il suo “la legge sulla sicurezza voluta da Maroni sta impedendo a centinaia di migliaia di immigrati di innamorarsi” è una delle dichiarazioni più belle, fantasiose, sognanti, simpatiche, incredibili, allucinate e strampalate che siano state fatte negli ultimi tempi.
Certo, se qualche lettore vuole regalarsi un’ultima perla non può non visitare il sito www.dongiorgio.it di Giorgio De Capitani, parroco di Monte di Rovagnate, Brianza lecchese. I leghisti? Hanno la bocca sul culo, troppa aria nella pancia, sono pericolosi e analfabeti. Roberto Castelli? L’ha sfidato a duello. I brianzoli? Una brutta razza. E questo fa il prete, il pastore di anime… Fra i link suggeriti su questo sito grondante amore per il prossimo i siti Antilega, Beppe Grillo, donvitaliano.it (bella la sua “Lettera aperta ai fratelli e alle sorelle migranti clandestini”), Marco Travaglio e nientemeno che chiesadimilano.it, la voce ufficiale di Monsignor Tettamanzi che su Don Giorgio la voce pare l’abbia persa. Che strani silenzi… Qualcuno sussurra che per qualche organizzazione che fa capo alla Chiesa l’immigrazione, regolare e clandestina, rappresenti una ricchezza non solo in termini di anime ma soprattutto in termini di quattrini.
Qualcuno ricorda il miliardo di euro di costo per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche. Qualcuno legge “Vaticano SpA, da un archivio segreto la verità sugli scandali finanziari e politici della Chiesa” di Gianluigi Nuzzi, 15 euro di spesa e 304 pagine impressionanti. Qualcuno parla in questi giorni di uno scontro fra la Lega e la Chiesa. Ma quando mai! A occhio semmai appare uno scontro all’interno delle gerarchie ecclesiastiche sull’atteggiamento da tenere nei confronti del governo e forse un tentativo, da parte di qualcuno dietro le quinte, di isolare la Lega e di renderla “indigesta” a Berlusconi e al Pdl per far saltare il tavolo, magari sostituendola con qualche fantasma del passato. Ma non ce n’é, troppo spedito va avanti il governo e troppo efficace é l’azione dei ministri padani.
Mi fermo qui perché altrimenti mi si imbizzarriscono i Cavolini (padani) e poi nei commenti, per cui ringrazio anche in caso di insulti, qualche emulo dei Monsignori dice che i leghisti esagerano. Prima di chiudere però rileggo la normativa tuttora vigente dello Stato della Città del Vaticano: “Coloro che si trovano nello Stato del Vaticano senza le autorizzazioni previste, o dopo che esse siano scadute o revocate, possono essere espulsi anche colla forza pubblica”. Monsignori occhio, se vi scade il permesso le Guardie Svizzere non andranno tanto per il sottile! E non sempre può capitare un seminarista alla Gianfranco Fini che vi dia una mano…