Cavolini Padani: E’ Gattuso la nuova icona della Lega

[...] Succede che un Presidente della Camera, cofondatore del Pdl, spinga per infilare un’ora di Corano nelle scuole [...] Per fortuna che Gennaro c’è! Gennaro chi? Ma Gennaro Gattuso da Corigliano Calabro, che ha dichiarato: “Condivido molte delle cose che dice Bossi…”
Sabato 09.01.2010 11:27

Matteo Salvini
Caspiterina, che succede al Corriere della Sera? Sono impazziti? Sono rinsaviti? Hanno fatto indigestione di Cavolini Padani? Com’è che da qualche settimana compaiono articoli di fondo che “osano” parlare di Islam e pericoli connessi? Che osano mettere in discussione le tesi politicamente corrette “avanti tutti e volemose bene?” Dove sta il trucco? Ha cominciato il 20 dicembre nientemeno che il professor Giovanni Sartori con l’articolo “L’integrazione degli islamici” in cui si legge fra l’altro che “la domanda è se la storia racconti di casi di integrazione degli islamici, o comunque di una loro riuscita incorporazione etico-politica in società non islamiche. La risposta è sconfortante: no… l’Islam non è una religione domestica, è un invasivo monoteismo teocratico che si è risvegliato e si sta vieppiù infiammando. Illudersi di integrarlo italianizzandolo è un rischio da giganteschi sprovveduti”.
Ciumbia, hai capito el professur? Che nei giorni seguenti ha pure insistito, polemizzando con buonisti e benpensanti dal portafoglio pieno, soddisfatto delle centinaia di mail e commenti di supporto giunti dai lettori. Oggi invece tocca ad un’altra illustre penna di via Solferino dar fuoco alle polveri. Scrive infatti Angelo Panebianco “…in Europa ci sono anche (gli islamici) tradizionalisti militanti, rumorosi e assai numerosi, più interessati ad occupare spazi territoriali che a qualsiasi forma di integrazione… ci sono educatori (è inappropriato definirli diseducatori?) che hanno scelto di abolire il presepe e gli altri simboli natalizi, lasciando così agli immigrati non cristiani (ma anche ai piccoli italiani) il messaggio che siamo un popolo senza tradizioni… quegli educatori contribuiscono a preparare il terreno per futuri, probabilmente feroci, scontri di civiltà”.
Riciumbia, t’è capì l’alter professur? Voci isolate? Non proprio, andando a curiosare anche in altri ambienti. “Se l’Islam sarà maggioranza saranno problemi per tutti… l’islamizzazione avanza anche tramite le nascite e la demografia… si dovrebbe favorire l’immigrazione da paesi cristiani”: così parlò monsignor Biffi, vescovo emerito di Bologna. “C’è una regia occulta che favorisce l’immigrazione islamica per distruggere la nostra identità”: così monsignor Ruppi, vescovo di Lecce. “La sovrapposizione fra religione e politica è una costante del mondo islamico… è evidente nel matrimonio islamico che ha uno statuto molto squilibrato per la donna”: così perfino monsignor Carlo Maria Martini, nell‘anno 2000. E mentre monsignor Antonelli invitava i parroci a “non concedere spazi della Chiesa per il culto islamico”, monsignor Maggiolini (grande vescovo di Como ma soprattutto grande uomo) denunciava esplicitamente il rischio di una “invasione della cultura islamica” e invitava a distinguere fra “libertà di religione e libertà di invasione”.
Senza contare i numerosi e documentati articoli su Asianews.it di padre Samir Khalil Samir, gesuita profondo conoscitore dell’Islam e docente alle università di Beirut, Roma e Parigi. Eloquenti alcuni titoli: “Islam nella paralisi e nella guerra, occidente senza memoria”, “L’improbabile dialogo di Benedetto XVI con i 138 saggi musulmani”, “La formazione degli imam, dramma dell’Islam europeo”. Fra i passaggi principali leggiamo che “la decisione della Corte Europea, negando il crocefisso, ha negato se stessa: è un attentato contro se stessi”, oppure che “su un miliardo e 200 milioni di musulmani nel mondo le menti liberali che scrivono e pensano sono meno dell’1 per mille”. O ancora scopriamo (quanti lo sanno?) che “in Egitto baciarsi in pubblico è proibito e chi lo fa rischia di essere arrestato”, che “in Iran hanno vietato il commercio delle Barbie ed hanno creato delle bambole islamiche”, che “una donna musulmana non può divorziare perché il divorzio è un diritto del marito… lui in base al Corano si può anche risposare (fino a 4 mogli) e rifarsi una vita ma la donna che vive separata non ha questo diritto”.
E per il sommo gaudio delle femministe italiane padre Samir ricorda anche che “pochi anni fa in Egitto è stato deciso che la donna non poteva essere giudice perché un noto hadith profetico dice che la donna è imperfetta quanto al culto e all’intelligenza”. E a fronte di questo cosa succede dalle nostre parti? Succede che un Presidente della Camera, peraltro cofondatore del Pdl, spinga per infilare un’ora di insegnamento di Corano nelle scuole e muoia dalla voglia di regalare il diritto di voto amministrativo agli stranieri dopo cinque anni. Succede che il vescovo della diocesi più grande del mondo, quella Ambrosiana, auspichi “luoghi di culto, compresi quelli islamici, in tutti i quartieri di Milano”. Succede che un consigliere comunale meneghino del Pdl, tal Aldo Brandirali (passato da seguace di Mao Tse Tung e presente da ciellino doc), invochi “una moschea per ogni quartiere” aggiungendo un simpatico appello ai milanesi a “rifiutarsi di dare il voto alla Lega, a chi vuole la guerra di religione a Milano, se hanno un barlume di coscienza”.
E altrove, come a Castiglione delle Stiviere nel Mantovano, succede invece che gli uomini della Lega escano dalla maggioranza di Centrodestra, mollando al suo destino il sindaco ed il Pdl che stanno trasformando un capannone dismesso in una mega-moschea. Se lo sapesse padre Samir… Per fortuna che Gennaro c’è! Gennaro chi? Ma Gennaro Gattuso da Corigliano Calabro, altro regalo del Corriere della Sera di questa settimana, che in un’intervista ha dichiarato “ad essere sincero condivido molte delle cose che dice Bossi… non voto Lega ma apprezzo l’idea del federalismo fiscale: ognuno deve governare da solo, in questo modo viene responsabilizzato di più”. Mittttico, magari alle prossime elezioni gli amici del Pdl candideranno lui invece di qualche cultore del kebab. Perché no anche come sindaco a Milano con Ambrosini come vice, costrigendo la sinistra a buttarsi sul loquace Balotelli. Sarebbe sicuramente una sfida avvincente. Buon fine settimana a tucc, e se passate dalle parti del lago di Como non fatevi mancare una sosta per il pranzo alla trattoria Ruffino di Domaso, risotto col pesce persico e missoltini da favola! E chi non sa cosa sono i missoltini si faccia una bella ricerca, certe lacune da queste parti non sono ammissibili.

teo