La Lega stravince le regionali. Ma Berlusconi non cade. Ecco perché

Martedí 23.02.2010 10:20

Premetto che l’articolo l’ho preparato quasi tutto fra sabato e domenica, quindi prima della vittoria del Milan a Bari (alè!) e soprattutto prima del concerto di domenica sera di Vasco al Forum e delle relative 2 birre e 2 cuba libre al seguito (doppio alè, non guidavo io!!!). Punto primo, una notizia che ha dell’incredibile e che viene da Bruxelles: questa settimana in Parlamento (in particolare nella mia commissione) non si parlerà di tonno rosso o scoiattolo grigio, di misura dei piselli o di lunghezza delle banane, bensì di qualcosa di utile: etichette obbligatorie (speriamo non troppo incasinate) che indichino Paese di provenienza e di lavorazione di quello che consumiamo e obbligo per le pubbliche amministrazioni di pagare entro 60 giorni i fornitori, pena sanzioni dal 5% a crescere per il ritardo accumulato.

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Siamo all’inizio del percorso e le lobby anti-cambiamento proveranno a mettersi di mezzo, ma i lettori dei Cavolini Padani saranno aggiornati puntualmente sui passi in avanti che conto ci saranno in queste direzioni. Intanto in Italia… Fortunatamente finita la farsa sanremese, sfortunatamente ancora d’attualità valanghe, frane e terremoti, in campo politico tengono banco i problemini all’interno del Pdl: chi parla di fronde e chi di vendette trasversali, chi fa mancare il numero legale in Parlamento o nei Comuni, chi ex di Forza Italia guarda in cagnesco gli ex di An e viceversa, chi gode delle intercettazioni altrui nella speranza di non essere intercettato a sua volta, chi aspetta tizio o caio al varco dei risulati elettorali per fare i conti.

E se la Lega dovesse prendere una vagonata di voti al Nord il 28 e 29 marzo, come pronosticato da ogni sondaggista interpellato, che succede? Salta tutto? No, secondo me no, succede esattamente il contrario: governo più forte, riforme più spedite, Berlusconi più tranquillo. Provo a spiegarmi. Dei due pilastri che reggono la maggioranza, la Lega è sicuramente quello più organizzato, più sicuro, più ramificato, più solido, quello con un migliaio di sedi sul territorio e decine di migliaia di militanti e amministratori che si muovono compatti. Indipercui più voti la Lega prende, più rende solido il governo soprattutto al Nord, che è poi il cuore, il motore e il portafoglio del Paese, con buona pace di qualche lettore-commentatore che ad ogni articolo non riesce a trattenere insulti, frustrazioni o reazioni scomposte antinordiste.

Perchè i problemi interni al Pdl spesso vengono soprattutto da Roma in giù, dove la voglia di riforme e di cambiamento non sempre è così forte. Una Lega che cresce al Nord, governando in prima persona Veneto e Piemonte e con un forte potere contrattuale in Lombardia, significa acceleratore premuto sulla via delle riforme, fiscali e federali come prima cosa. E siccome il Governo tiene solo se riesce a portare avanti quanto promesso nel 2008, se vincono i “riformatori” il primo a festeggiare dovrebbe essere lo stesso Berlusconi, mentre un’avanzata dei “conservatori” acuirebbe gli ostacoli per l’uomo di Arcore.

Con la Lega che fa il pieno dei voti si accelera su alcuni temi sentiti soprattutto al Nord, pensiamo alla riforma degli studi di settore, alla diminuzione della pressione fiscale, alla concretizzazione del processo federale e alla prosecuzione sulla via maroniana alla sicurezza. Il potere di interdizione delle lobby romane, sindacali e democristiane perderebbe ulteriore forza e Berlusconi sarebbe in qualche modo “costretto” a riformare tutto il riformabile. Ecco perchè una vittoria della Lega farebbe bene non solo al Governo ma all’intero Paese, almeno a quella parte di Paese che non ha nulla da temere dalle riforme che premiano chi produce di più e spende (e spande) di meno. Ecco perchè qualcuno, all’interno della stessa area del centro-destra, più ancora che nella sinistra individua nella Lega il “pericolo pubblico numero uno” sulla propria strada di rallentamento delle riforme e mantenimento dello status quo. Se fossi in Berlusconi dunque, oltre a preparare una campagna acquisti estiva degna della prima squadra di Milano, tiferei per Bossi e compagnia per rinforzare l’attività del Governo ed allungarne la vita. Altrimenti saranno Casini soprafFini…

P.S. L’antipasto di pesce di lago, la tinca al forno e le sarde con polenta della Trattoria al Porto di Clusane, frazione di Iseo, meritano tre stelle sulla personale guida culinaria padana degli amici dei Cavolini. Il week end elettorale bresciano-camuno ha sortito i suoi effetti!