Cavolini Padani: I leghisti: “Patto Fini-Casini-Bersani-Di Pietro. L’obiettivo è bloccare tutte le riforme”

Fini e compagni sono insofferenti per il traino leghista? Allora ci lascino andare per la nostra strada, così i buoi padani la smetteranno di sgobbare e il carro bestiame romano rimarrà fermo in mezzo alla strada”. La voce di Maria Giovanna è una delle tante che in questi giorni, dai microfoni di Radio Padania Libera, stanno facendo fischiare le orecchie del Presidente della Camera, novello rivoluzionario. Ebbenesì, per gli amici dei Cavolini Padani la settimana comincia con la Gianfrancheide e gli umori leghisti.

Enrico di Brescia è tagliente: “Visto che solo gli stupidi non cambiano idea, viste le capriole di questi anni Fini è davvero un genio!” Maurizio chiama da Trento e non è particolarmente preoccupato: “Un gruppo parlamentare o un partito autonomo di Fini? E chi se ne accorge?” Beppe di Carmagnola è ancora più tranquillo “Fini parla e noi vinciamo” mentre Giangi di Cremona rimpiange “la destra seria per cui votavo e che adesso è definitivamente morta”. Per Bianca di Treviso e Antonio di Varese “quella di Fini è solo invidia per Bossi e Maroni” mentre per la grande maggioranza di ascoltatori-elettori del Nord l’obiettivo delle esternazioni finiane sono le riforme: Giorgio di Milano, Dario di Mediglia, Marcello di Genova e Francesca di Verona sono concordi nel ritenere che “i mandanti di Fini vogliono bloccare le riforme, tutto qui“.

Aldo di Padova teme addirittura un accordo “fra Fini, Casini e Bersani” mentre Andrea della Valle Seriana intravede addirittura “un accordo fra Fini e Di Pietro”. Cesare di Mantova ha votato per il Pdl solo tre settimane fa ed è “super incazzato col sciur Fini” e anche Sergio di Torino è “deluso, da ex elettore dell’Msi, di An e fino a ieri del Pdl”. Marco di Como è perfino contento perchè così facendo “Fini e fini…to” mentre Michela di Brescia ha una chiave di lettura del tutto inedita: “Fini ha cominciato a fare le capriole da quando ha cambiato moglie e compagna, non sarà mica femminopatico?”. Tornano più sul concreto Andrea di Savona e Federica di Carugate “altro che crisi e nuove elezioni, qui la gente ha bisogno di riforme, di meno tasse e di lavoro”, mentre Luigi della Valpolicella è ottimista e pensa che “le riforme arriveranno lo stesso e Fini e i suoi quattro gatti spariranno“.

Ma chi muove i fili di questi sommovimenti? Le interpretazioni degli ascoltatori di Radio Padania sono molteplici. Per Lorenza di Bologna “non è un caso che dopo le dichiarazioni di Bossi sulle banche Fini si sia agitato”, per Alex di Monza “il Sud assistito e mantenuto sta provando di tutto per non cambiare”. Per Daniele di Brescia “dietro Fini c’è Montezemolo” mentre secondo Alessandro “il dramma è che dietro Fini non c’è nessuno, solo tanta invidia per chi lavora bene”. Il dubbio di Franco di Vittorio Veneto è di quelli pesanti: “Non è che fare il Presidente della Camera porta sfiga? Pivetti, Casini, Bertinotti e ora Fini, si montano e poi gli elettori li smontano“.

Andoz è un cittadino albanese e rimprovera a Fini “troppa attenzione agli immigrati e alle beghe di palazzo che non interessano a nessuno” mentre Claudio di Mortara è secco: “Fini? Chi tradisce una volta tradisce per sempre“. Pino di Trento se la prende anche con le smanie intellettuali dei finiani: “La fondazione Farefuturo? Siano seri e cambino nome in Tornarealpassato”. Aria grama al Nord per el sciur Gianfranco e le sue bizze quindi, con un interrogativo su tutti ben esemplificato da Giulio di Genova: “Credete che qualche parlamentare, sindaco, consigliere o assessore del Nord segua Fini in caso di una conta nel Pdl? Ma va là, rimarrà solo e tornerà all’ovile con la coda fra le gambe“.

Già, per domani (martedì, ndr) è in calendario la riuniolne dei “finiani” del Pdl, sarà interessante osservare le città di nascita (e di elezione) dei partecipanti. “Fini ha scelto di rappresentare qualche clientela anti-cambiamento del Sud” è la sintesi di Ferruccio della Val Rendena. Chi vivrà vedrà. Prima di chiudere un saluto ad alcuni dei “cavolinisti” che hanno scritto a matteo.salvini@libero.it fra cui Gianluca (“il principale nemico del federalismo è Di Pietro“), Walter (“se la Moratti vuole amministrare meglio a Milano ascolti di più la Lega“), Laura (“ostacoli al federalismo saranno la sinistra, l’Udc e anche una parte del Pdl“) e Edoardo di Venaria Reale che fra le altre cose suggerisce il ristorante “La locanda” per chi passasse da quelle parti: cucina ottima, locale caratteristico e prezzi interessanti. Buona settimana a tutti, fratelli Catalani in primis! E buona settimana anche a chi ha tanto tempo per spargere commenti (e insulti) in coda ad ogni Cavolino: non solo Fini evidentemente è vittima del suo maldifegato…