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	<title>Matteo Salvini - Sito Ufficiale &#187; Cavolini Padani</title>
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		<title>Cavolini Padani: Mamma li turchi, ecco perché l&#8217;Ue non li vuole</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 13:32:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cavolini Padani]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdí 09.07.2010 14:15






Barack Obama
 



&#8220;Sebbene non siamo membri dell´Unione Europea, abbiamo sempre espresso l´opinione che sarebbe saggio accettare la Turchia nell´Unione&#8230; Ciò che noi possiamo fare con Ankara é continuare a impegnarla, a chiarire per loro i vantaggi dell´integrazione con l´Occidente, rispettando la loro specifica qualità di grande democrazia islamica&#8230;&#8221; Car el me sciur Obama, per [...]]]></description>
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<tbody>
<tr>
<td align="center">
<em>Barack Obama<br />
<strong> </strong></em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;<strong>Sebbene non siamo membri dell´Unione Europea, abbiamo sempre espresso l´opinione che sarebbe saggio accettare la Turchia nell´Unione</strong>&#8230; Ciò che noi possiamo fare con Ankara é continuare a impegnarla, a chiarire per loro i vantaggi dell´integrazione con l´Occidente, rispettando la loro specifica qualità di grande democrazia islamica&#8230;&#8221; <em>Car el me sciur Obama, per piasé, lassa stà!</em> Il presidente americano, incapace perfino di tappare la falla che sta annegando nei liquami neri migliaia di kilometri di mare e di costa americana, torna a dar lezioni di geopolitica a quegli scriteriati di Europei che, ma guarda un pò, non si fidano dei Turchi.</p>
<p>Sarà che la Storia si ripete (chi regala al sciur Obama un bel libro di Gianbattista Vico?), sarà che la presenza cristiana nelle contrade ottomane é inspiegabilmente &#8220;scomparsa&#8221; il secolo scorso (dal 25% della popolazione ad inizi del ´900 allo 0,2 % di oggi), <strong>sarà che nei secoli l´Europa ha dovuto combattere per difendersi dalle invasioni turche</strong>, sarà che 90 milioni di persone dalla religiosità molto accesa e dall´età media molto bassa farebbero saltare i già precari equilibri europei. Ma forse questo el sciur Obama non lo sa, o magari lo sa anche troppo bene&#8230;</p>
<p>E le centinaia di persone che sul tema hanno chiamato (e stanno ancora chiamando) in diretta a Radio Padania Libera, <strong>rimandano al mittente americano l´indecente proposta turca</strong>. Come d´altra parte farebbero in caso di voto (almeno stando ai sondaggi) buona parte dei francesi, degli austriaci, dei greci, dei tedeschi e, seppur in misura minore, degli stessi italiani. E gli Amici dei Cavolini Padani cosa pensano della Turchia in Europa, eventualità che peraltro nella migliore (o peggiore) delle ipotesi ha bisogno ancora di 5 o 6 anni di tempo per affinarsi?</p>
<p>Io intanto, di ritorno da Strasburgo e con un week end di feste padane alle porte (Treviglio, Trescore Cremasci, Spino d´Adda e Angolo Terme) <strong>mi consolo col Catalano Carles Puyol</strong>, la cui incornata ha portato la Spagna dritta dritta alla finale dei Mondiali. La Spagna ma anche un bel pò di Catalogna, visto che Puyol é un &#8220;doppio capitano&#8221;: della nazionale iberca ma anche, e orgogliosamente, della Selezione Catalana! Roba che se accadesse in Italia sai che polemiche&#8230; Chi lo sa, magari già ai Mondiali del 2018 (quelli del 2014 in Brasile sono troppo vicini) oltre a Spagna ed Italia scenderanno in campo anche Catalogna e Padania.</p>
<p><strong>La prima, con un mix fra Barcellona ed Espanol, é già praticamente fatta. E la Padania? </strong>Oggi la butterei giù così. Marchetti (Bassano del Grappa) o Abbiati (Abbiategrasso) in porta; Santon (Porto Maggiore, Ferrara), Chiellini (PIsa), Bonera (Brescia) e Antonini (Milano) in difesa; Montolivo (Caravaggio, Bergamo), Marchisio (Chieri, Torino), Pirlo (Brescia) e Ambrosini (Pesaro) a centrocampo; Gilardino (Biella) e Balotelli (nato a Palermo e a Brescia da quando ha due anni) in attacco, con Del Piero (Conegliano Veneto, Treviso) pronto ad entrare. In panchina Fabio Capello da Pieris (Gorizia) o Roberto Donadoni da Cisano Bergamasco (Bergamo). Scommettiamo che in Sud Africa avrebbero fatto miglior figura dell´italietta di Lippi? E magari non sarebbero ancora tornati a casa?</div>
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		<title>Cavolini Padani: Mondiali/ Salvini (Lega) ad Affaritaliani.it: &#8220;Meglio Paraguay che paraculi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 11:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cavolini Padani]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 12.06.2010 14:00










Papparapapparapapparapappappà! Cominciano i Mondiali in Sudafrica: per chi tiferanno i Padani? Per molti, ma non per tutti&#8230; Sul tema i microfoni dell&#8217;emittente vicina al Carroccio hanno ricevuto centinaia di telefonate, mail e sms, alla fine è stata stilata la seguente classifica: prima per simpatie la nazionale Svizzera, seguita a breve distanza dagli Azzurri [...]]]></description>
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<table border="0" align="right">
<tbody>
<tr>
<td align="center"><img title="Salvini" src="http://www.affaritaliani.it/static/upl/sal/0001/salviniape.jpg" alt="Salvini" hspace="4" vspace="4" /></p>
<p><strong></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Papparapapparapapparapappappà! Cominciano i Mondiali in Sudafrica: per chi tiferanno i Padani? Per molti, ma non per tutti&#8230; Sul tema i microfoni dell&#8217;emittente vicina al Carroccio hanno ricevuto centinaia di telefonate, mail e sms, alla fine è stata stilata la seguente classifica: prima per simpatie la nazionale Svizzera, seguita a breve distanza dagli Azzurri e poi dal Brasile, dalla Serbia, dall&#8217;Australia, dalla Germania e dalla Spagna. Ma come, italiani che non tifano Italia? <strong>E perchè mai??? Antipatia per il mister e per alcuni giocatori (Cannavaro e De Rossi in primis), superstipendi e poca umiltà, mancata convocazione di alcuni giocatori (Cassano, Totti e Ambrosini), utilizzo di eventuali vittorie calcistiche per coprire altri (e ben più gravi) problemi italici</strong>. Questi alcuni dei pareri &#8220;contro&#8221; ascoltati su <em>Radio Padania Libera</em>, che da lunedì sera seguirà in diretta tutte le partite dell&#8217;Italia con radiocronache sicuramente fuori dal comune.</p>
<p>In caso di vittoria parte del &#8220;premio mondiale&#8221; dei tiratori di palla verrà devoluto ai festeggiamenti per il 150° dell&#8217;unità d&#8217;Italia? &#8220;<strong>Meglio Paraguay che paraculi</strong>&#8221; sentenzia Francesco dalla provincia di Milano, un passato da calciatore dilettante e poca simpatia per la squadra azzurra. Valeria è juventina, chiama da Cagliari e &#8220;tifa Spagna perchè amo quella terra&#8221;, Franco è un veneziano nerazzurro e &#8220;<strong>tifa Germania perchè quello sì che è un Paese serio</strong>&#8220;. Andrea di Gavirate non si spiega &#8220;come un italiano non possa tifare per gli Azzurri, forza Italia!&#8221; mentre Silvana di Modena &#8220;proprio non ce la fa a tifare per questi straricchi, arroganti e presuntuosi&#8221;.</p>
<p>Marco di Casale Monferrato &#8220;tifa Inghilterra perchè non sopporta chi diventa patriota una volta ogni quattro anni&#8221; mentre Sally da Brescia &#8220;odia il calcio ma simpatizza per la Svizzera perchè lì il federalismo funziona, e bene, da anni&#8221;. Giorgio di Como &#8220;ama il cilcismo e quindi il singolo atleta, quindi mi piace Marchisio&#8221; mentre Gianni di Monza &#8220;tiferà per la Serbia perchè gioca bene a pallone e perchè politicamente è l&#8217;ultimo baluardo all&#8217;islamizzazione dell&#8217;Europa&#8221;. <strong>Antonella di Treviso è entusiasta dei Mondiali &#8220;perchè in giro la sera ci sarà poca gente e si potrà andare al cinema senza fare code, e comunque non potrei mai tifare per una Nazionale come quella italiana con giocatori pagati uno sproposito</strong>&#8220;. Billy fa l&#8217;autotrasportatore ed abita a Trento, tifa per il Verona e ai Mondiali quindi &#8220;non posso che tifare per la Danimarca che ha dato i natali a Elkjear, idolo della mia gioventù gialloblu&#8221;. Wellington è di origine brasiliana e tifa per la nazionale del Samba così come Alessandro (studente in Lingue a Milano, italo-brasiliano ed elettore leghista) avrà occhi solo per Ronaldinho e compagni.</p>
<p>L&#8217;Italia? Bocciata, &#8220;giocatori non all&#8217;altezza e un allenatore più fortunato che bravo&#8221;. Andrea di Milano ce l&#8217;ha con Cannavaro &#8220;capitano esterofilo che scapperà in Dubai&#8221; e anche per questo &#8220;tiferà Inghilterra per stima per il friulano Fabio Capello&#8221;. Ivana di Vicenza (e tifosissima del Milan) è una delle tante che &#8220;tiferà Australia, modello di integrazione, serietà e federalismo&#8221; mentre Luca di La Spezia (tifoso interista) sceglie la Svizzera &#8220;Paese serio&#8221; ed Enrica di Vercelli &#8220;tifa Brasile perchè non mi piace Lippi e la formazione da lui scelta&#8221;. <strong>Alessandro di Varese &#8220;tifa Italia anche se mi piace di più il basket&#8221; mentre Oscar di Lecco &#8220;tifa per il Brasile, l&#8217;alleria e le belle donne&#8221;. Carlo di Verona &#8220;è nato a Zurigo quindi tifa Svizzera&#8221; come Max di Genova</strong>: &#8220;Tifare bamboccioni strapagati e strafottenti? Per carità, forza Heidi e forza Svizzera&#8221;. Più ancor del Mondiale sono in tensione per gli spareggi in serie B e C diversi ascoltatori. &#8220;Chissenefrega di Cannavaro e compagnia, forza Brescia&#8221; esplode Francesco, mentre Sandra (vecchio cuore granata) lascia perdere le polemiche sudafricane &#8220;e ha il cuore allo spareggio di domenica per venire in serie A&#8221;.</p>
<p>Gianpaolo di Belluno è sportivo quindi &#8220;tifa per chi gioca bene, di qualsiasi nazione sia&#8221; mentre Luca di Bergamo &#8220;tifa Serbia, un popolo fiero non solo quando gioca a calcio&#8221;. Insomma un bel rebelott (come si dice a Milano) e simpatie calcistiche a 360 gradi fra gli ascoltatori di Radio Padania Libera. Ivana (tifosa milanista) di Sesto San Giovanni &#8220;tiferà Italia solo quando saremo finalmente una Repubblica seria e quindi federale&#8221;, Valter della Val Varaita &#8220;avrebbe tifato volentieri per la verde Irlanda&#8221;, <strong>Serafina &#8220;tifa per il Camerun perchè adora la cucina africana&#8221;, Renata di Bologna dice &#8220;forza Germania, quando gli italiani giocheranno in nazionale gratis e per orgoglio cambierò idea&#8221;, Walter (dal camion) tiferà per la Francia e Lucrezia di Torino &#8220;tiferà Olanda perchè non ha mercenari in campo, in televisione e in panchina</strong>&#8220;. Insomma un collage mica da poco, per qualcuno forse un &#8220;reato di lesa maestà calcistica&#8221;, per altri &#8220;solo un gioco su quello che comunque rimane un gioco&#8221;. Per chi tifo io? Sto facendo un pensierino alla Repubblica Popolare Democratica di Corea: lì gli stipendi dei calciatori sono sicuramente contingentati&#8230;</p>
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		<title>Cavolini Padani: Anche Bruxelles approva il federalismo</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 22:13:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giovedí 20.05.2010 12:46


Scusate il ritardo Amici dei Cavolini Padani, ma lo sapevate voi che in fattoria anche l´orso si può mungere? E che in Cina 7.002 orsi neri asiatici vengono attualmente &#8220;munti&#8221; per recuperare la loro bile? Il Parlamento Europeo sa, vede e provvede. Almeno a parole, con una delle centinaia di &#8220;dichiarazioni scritte&#8221; che [...]]]></description>
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Scusate il ritardo Amici dei Cavolini Padani, ma lo sapevate voi che in fattoria anche l´orso si può mungere? E che in Cina 7.002 orsi neri asiatici vengono attualmente &#8220;munti&#8221; per recuperare la loro bile? Il Parlamento Europeo sa, vede e provvede. Almeno a parole, con una delle centinaia di &#8220;dichiarazioni scritte&#8221; che trattano di ogni scibile umano. <strong>Dalle malattie reumatiche al benessere degli animali da compagnia, dalla lotta contro il delitto d´onore al trasporto di cavalli da macello</strong>, dalla difesa dello scoiattolo rosso europeo alla messa al bando dei prodotti derivati dalle foche. E poi la richiesta di istituire &#8220;la Giornata Europea dedicata a&#8230;&#8221; Solo in questi primi mesi di legislatura infatti a Bruxelles sono state depositate richieste per la Giornata europea dell´obesità (la propone il greco Triantaphyllides per il 22 maggio), per la Giornata europea dei diritti del paziente (la propone Antonyia Parvanova), la Giornata europea del bambino (la propone la pidiellina Comi), la Giornata europea di commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo (la propone Marianne Mikko per il 23 agosto), la Giornata europea della genitorialità sostitutiva (la propone Joanna Katarzyna per il 30 maggio). Speriamo che il calendario sia abbastanza capiente&#8230;</p>
<p>E voi Amici dei Cavolini Padani, avete mica da <strong>suggerirmi a </strong><a href="mailto:matteo.salvini@libero.it"><strong>matteo.salvini@libero.it</strong></a><strong> l´istituzione di una Giornata Europea dedicata a qualcosa o qualcuno</strong>? Attento, se la proposta vale la presento davvero: sarebbe uno dei primi casi di &#8220;democrazia diretta&#8221; fra internauta e Parlamento Europeo! Intanto nei corridoi di Strasburgo si segue molto da vicino la politica italiana e, manco a dirlo, spesso e volentieri sono la Lega e le sue proposte ad attirare primaria attenzione. C´é un collega Catalano (se lo chiami &#8220;spagnolo&#8221; s´incazza come un orso munto) che segue con molta attenzione le vicende italiane e ancora qualche giorno fa ha pronosticato che &#8220;o l´Italia diventa un Paese federale, ma sul serio, entro due o tre anni, oppure penso che il Nord prenderà la sua strada che porta in Europa&#8221;.</p>
<p>Inutile dire come la vedono gli europarlamentari Fiamminghi e quelli Scozzesi, gli Irlandesi e i Baschi: c<strong>´é una buona parte di Europa che ragiona, parla, lavora e guarda al futuro in ottica regionale</strong>, con poca retorica (e pochi festeggiamenti) nazional-popolare e tanta voglia di sovranità popolare e di autogoverno delle idee e dei denari. Sono sicuro che questa &#8220;aria&#8221; é ben nota anche nei Palazzi italiani che contano, quelli che non a caso vedono il Federalismo come fumo negli occhi e le provano (e le proveranno) tutte pur di bloccare le riforme (o meglio la sola e grande Riforma) dalle parti di roma. Ma stavolta se non sarà Federalismo, sarà qualcos´altro: ocio, come se dis a Milàn, perché quando sono i calmi a perdere la pazienza sono&#8230; orsi da mungere!</p>
<p>E<strong> la scelta di Roma come possibile (ah ah ah!!!) sede olimpica al posto di Venezia dimostra che i comandanti del vapore non hanno capito niente</strong>. Per inciso, quando nel 2013 a Buenos Aires si sceglierà la sede olimpica per il 2020 personalmente farò il tifo per qualcunque altra città del mondo fuorché per Roma, dove mi sembra ci sia qualche problema di &#8220;gestione allegra&#8221; di eventi grandi e piccoli&#8230; Prima di chiudere e rimandarvi alla prossima settimana (non più da Strasburgo ma da Bruxelles) volevo salutare fra i tanti lettori Massimo, leghista torinese che ritiene che &#8220;l´unica strada percorribile sia la lotta per l´autodeterminazione della Padania&#8221;; Aldo, secondo il quale &#8220;l´Unità d´Italia non é mai riuscita e forse non riuscirà mai&#8221;; Bruna e il suo bellissimo Bed and Breakfast a due passi da Trento (si chiama &#8220;Il grappolo&#8221;, lo trovate su internet e lo consiglio davvero per una sosta trentina). E poi come non salutare anche coloro che non amano particolarmente me né i nostri Cavolini: Mario che scrive &#8220;poverino e fortunato, solo nella politica italiana uno come Salvini poteva emergere&#8221;; Emanuele che invita a &#8220;liberarci da quel malfattore di Berlusconi&#8221;; Gennaro che esulta perché ha aderito su Facebook al gruppo &#8220;Matteo Salvini figlio di puttana&#8221;. Ciumbia che soddisfazione&#8230; Buon fine settimana a tutti, ai fratelli Bavaresi soprattutto!</div>
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		<title>Cavolini Padani: I leghisti: &#8220;Patto Fini-Casini-Bersani-Di Pietro. L&#8217;obiettivo è bloccare tutte le riforme&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 12:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cavolini Padani]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Fini e compagni sono insofferenti per il traino leghista? Allora ci lascino andare per la nostra strada, così i buoi padani la smetteranno di sgobbare e il carro bestiame romano rimarrà fermo in mezzo alla strada&#8221;. La voce di Maria Giovanna è una delle tante che in questi giorni, dai microfoni di Radio Padania Libera, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Fini e compagni sono insofferenti per il traino leghista?</strong> Allora ci lascino andare per la nostra strada, così i buoi padani la smetteranno di sgobbare e il carro bestiame romano rimarrà fermo in mezzo alla strada&#8221;. La voce di Maria Giovanna è una delle tante che in questi giorni, dai microfoni di <em>Radio Padania Libera</em>, stanno facendo fischiare le orecchie del Presidente della Camera, novello rivoluzionario. Ebbenesì, per gli amici dei Cavolini Padani la settimana comincia con la Gianfrancheide e gli umori leghisti.</p>
<p>Enrico di Brescia è tagliente: &#8220;<strong>Visto che solo gli stupidi non cambiano idea, viste le capriole di questi anni Fini è davvero un genio!</strong>&#8221; Maurizio chiama da Trento e non è particolarmente preoccupato: &#8220;Un gruppo parlamentare o un partito autonomo di Fini? E chi se ne accorge?&#8221; Beppe di Carmagnola è ancora più tranquillo &#8220;Fini parla e noi vinciamo&#8221; mentre Giangi di Cremona rimpiange &#8220;la destra seria per cui votavo e che adesso è definitivamente morta&#8221;. Per Bianca di Treviso e Antonio di Varese &#8220;quella di Fini è solo invidia per Bossi e Maroni&#8221; mentre per la grande maggioranza di ascoltatori-elettori del Nord l&#8217;obiettivo delle esternazioni finiane sono le riforme: Giorgio di Milano, Dario di Mediglia, Marcello di Genova e Francesca di Verona sono concordi nel ritenere che &#8220;<strong>i mandanti di Fini vogliono bloccare le riforme, tutto qui</strong>&#8220;.</p>
<p>Aldo di Padova teme addirittura un accordo &#8220;fra Fini, Casini e Bersani&#8221; mentre Andrea della Valle Seriana intravede addirittura &#8220;un accordo fra Fini e Di Pietro&#8221;. Cesare di Mantova ha votato per il Pdl solo tre settimane fa ed è &#8220;super incazzato col sciur Fini&#8221; e anche Sergio di Torino è &#8220;deluso, da ex elettore dell&#8217;Msi, di An e fino a ieri del Pdl&#8221;. Marco di Como è perfino contento perchè così facendo &#8220;<strong>Fini e fini&#8230;to</strong>&#8221; mentre Michela di Brescia ha una chiave di lettura del tutto inedita: &#8220;Fini ha cominciato a fare le capriole da quando ha cambiato moglie e compagna, non sarà mica femminopatico?&#8221;. Tornano più sul concreto Andrea di Savona e Federica di Carugate &#8220;altro che crisi e nuove elezioni, qui la gente ha bisogno di riforme, di meno tasse e di lavoro&#8221;, mentre Luigi della Valpolicella è ottimista e pensa che &#8220;<strong>le riforme arriveranno lo stesso e Fini e i suoi quattro gatti spariranno</strong>&#8220;.</p>
<p>Ma chi muove i fili di questi sommovimenti? Le interpretazioni degli ascoltatori di Radio Padania sono molteplici. Per Lorenza di Bologna &#8220;non è un caso che dopo le dichiarazioni di Bossi sulle banche Fini si sia agitato&#8221;, per Alex di Monza &#8220;il Sud assistito e mantenuto sta provando di tutto per non cambiare&#8221;. Per Daniele di Brescia &#8220;<strong>dietro Fini c&#8217;è Montezemolo</strong>&#8221; mentre secondo Alessandro &#8220;il dramma è che dietro Fini non c&#8217;è nessuno, solo tanta invidia per chi lavora bene&#8221;. Il dubbio di Franco di Vittorio Veneto è di quelli pesanti: &#8220;<strong>Non è che fare il Presidente della Camera porta sfiga? Pivetti, Casini, Bertinotti e ora Fini, si montano e poi gli elettori li smontano</strong>&#8220;.</p>
<p>Andoz è un cittadino albanese e rimprovera a Fini &#8220;troppa attenzione agli immigrati e alle beghe di palazzo che non interessano a nessuno&#8221; mentre Claudio di Mortara è secco: &#8220;<strong>Fini? Chi tradisce una volta tradisce per sempre</strong>&#8220;. Pino di Trento se la prende anche con le smanie intellettuali dei finiani: &#8220;La fondazione Farefuturo? Siano seri e cambino nome in Tornarealpassato&#8221;. Aria grama al Nord per el sciur Gianfranco e le sue bizze quindi, con un interrogativo su tutti ben esemplificato da Giulio di Genova: &#8220;<strong>Credete che qualche parlamentare, sindaco, consigliere o assessore del Nord segua Fini in caso di una conta nel Pdl? Ma va là, rimarrà solo e tornerà all&#8217;ovile con la coda fra le gambe</strong>&#8220;.</p>
<p>Già, per domani (martedì, <em>ndr</em>) è in calendario la riuniolne dei &#8220;finiani&#8221; del Pdl, sarà interessante osservare le città di nascita (e di elezione) dei partecipanti. &#8220;Fini ha scelto di rappresentare qualche clientela anti-cambiamento del Sud&#8221; è la sintesi di Ferruccio della Val Rendena. Chi vivrà vedrà. Prima di chiudere un saluto ad alcuni dei &#8220;cavolinisti&#8221; che hanno scritto a <a href="mailto:matteo.salvini@libero.it">matteo.salvini@libero.it</a> fra cui Gianluca (&#8220;<strong>il principale nemico del federalismo è Di Pietro</strong>&#8220;), Walter (&#8220;<strong>se la Moratti vuole amministrare meglio a Milano ascolti di più la Lega</strong>&#8220;), Laura (&#8220;<strong>ostacoli al federalismo saranno la sinistra, l&#8217;Udc e anche una parte del Pdl</strong>&#8220;) e Edoardo di Venaria Reale che fra le altre cose suggerisce il ristorante &#8220;La locanda&#8221; per chi passasse da quelle parti: cucina ottima, locale caratteristico e prezzi interessanti. Buona settimana a tutti, fratelli Catalani in primis! E buona settimana anche a chi ha tanto tempo per spargere commenti (e insulti) in coda ad ogni Cavolino: non solo Fini evidentemente è vittima del suo maldifegato&#8230;</p>
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		<title>Cavolini Padani : La Lega plaude a Santoro: &#8220;Bravo, è federalista!&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 10:45:18 +0000</pubDate>
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Per prima cosa scusate il ritardo, &#8217;sti Cavolini Padani negli ultimi tempi si sono fatti un po&#8217; desiderare anche &#8220;per colpa&#8221; di una campagna elettorale lunga e impegnativa in giro per il Nord, con un risultato che Voi amici di Affaritaliani.it avevate avuto in anteprima con più di un mese di anticipo: leggere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Lunedí 12.04.2010 07:16</div>
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Per prima cosa scusate il ritardo, &#8217;sti Cavolini Padani negli ultimi tempi si sono fatti un po&#8217; desiderare anche &#8220;per colpa&#8221; di una campagna elettorale lunga e impegnativa in giro per il Nord, <strong>con un risultato che Voi amici di <em>Affaritaliani.it</em> avevate avuto in anteprima con più di un mese di anticipo: leggere per credere in archivio i Cavolini del 23 febbraio e del 14 marzo sulla &#8220;stravittoria&#8221; della Lega</strong>. Non siamo veggenti, sociologi o sondaggisti, semplicemente sappiamo ascoltare ed osservare. Quasi come il Michele Santoro ultima versione, che giovedì ad <em>Annozero</em> ammetteva che &#8220;l&#8217;unica idea politica forte che c&#8217;è ora sul piatto è il federalismo&#8221;; o come il Vanzina, regista de noantri, che su La7 affermava che &#8220;quando vedo i film ambientati al Nord con attori che parlano in romanesco provo schifo&#8221;.</p>
<p>Come cambiano i tempi! E adesso? Adesso di corsa al lavoro, sia a Roma che nelle neonate Regioni. Con qualche rischio ovviamente. Con il rischio che chi ha tutto da perdere in caso di Riforme, federalismo in primis, si giochi il tutto per tutto e si metta di traverso. <strong>Colpi di coda di piazza, stop sindacali, scioperi degli assistiti e dei mantenuti, lungaggini parlamentari, meline democristiane, invettive dipietrine, pantani roman-aennini, invenzioni giudiziarie, apertura di tavoli e tavolini per tirarla in lungo</strong>. Chi sono i &#8220;nemici&#8221; più pericolosi del federalismo? Da chi guardarsi le spalle? Lo chiedo a Voi su <a href="mailto:matteo.salvini@libero.it">matteo.salvini@libero.it</a>, su Facebook o fra i commenti a questo articolo, tanto fra gli amici dei Cavolini ci sono analisti molto più attenti e credibili di tanti parolai televisivi. Poche risposte e tante domande, &#8217;sta settimana va così.</p>
<p>In questi giorni stanno prendendo corpo le squadre che governeranno il Nord nei prossimi cinque anni, lasciamo perdere le anticipazioni giornalistiche e aspettiamo il fischio d&#8217;inizio. Intanto, come promesso, comincia la politica leghista del &#8220;prima i residenti&#8221;: in Friuli gli insegnanti saranno reclutati su base regionale, è quel &#8220;federalismo occupazionale&#8221; invocato da molti che batte i primi colpi. <strong>Prima di chiudere mi permetto tre consigli: la lettura del libro &#8220;Il sacco del Nord&#8221; di Luca Ricolfi, economista liberale e di sinistra ma senza fette di salame sugli occhi, 23 euro ben spesi che lasciano il segno</strong>. Un aperitivo di martedì al Brando, in via Washington  a Milano, musica dal vivo, bella gente e ottimi cocktail. Un piatto di breasola, sciatt e pizzoccheri da Mario a Chiavenna, roba da urlo! Cosa sono gli sciatt? Provare per credere… P.S. Oggi alle 16 vedo il sindaco Moratti per &#8220;fare il punto&#8221; su Milano e il Comune: le devo portare qualche messaggio da parte vostra?</p>
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		<title>Arriva il &#8220;federalismo occupazionale&#8221;. Così il Carroccio cambia le Regioni</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 18:40:20 +0000</pubDate>
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Matteo Salvini




Martedì 30 marzo 2010, c&#8217;è il sole e la Lega ha preso un sacco di voti e si appresta a governare Veneto e Piemonte con un suo uomo, nonché ad amministrare Lombardia e Liguria &#8220;circondando&#8221; affettuosamente con i suoi consiglieri i presidenti Formigoni e Biasotti. Ma cambia qualcosa per la gente del [...]]]></description>
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<tbody>
<tr>
<td align="center"><img title="Salvini" src="http://www.affaritaliani.it/static/upl/sal/0001/salviniape.jpg" alt="Salvini" hspace="4" vspace="4" /><br />
<em><strong>Matteo Salvini</strong></em><br />
<strong></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Martedì 30 marzo 2010, c&#8217;è il sole e la Lega ha preso un sacco di voti e si appresta a governare Veneto e Piemonte con un suo uomo, nonché ad amministrare Lombardia e Liguria &#8220;circondando&#8221; affettuosamente con i suoi consiglieri i presidenti Formigoni e Biasotti. <strong>Ma cambia qualcosa per la gente del Nord? Ciumbia se cambia!</strong> Provo a mettere giù un elenco, anche grazie all´aiuto degli amici di Radio Padania e di Facebook, di cosa potrebbe cambiare da oggi in avanti. Cambiare in meglio, ovviamente. Innanzitutto il lavoro.</p>
<p>Precedenza ai residenti (soprattutto ai giovani) nei concorsi pubblici e nell´assegnazione dei posti di lavoro di competenza regionale, così magari anche a Roma si accorgono che il<strong> &#8220;federalismo occupazionale&#8221;</strong> riduce gli sprechi e aiuta chi merita davvero e non i &#8220;migranti&#8221; forzati in attesa di ritorno a casa. E sempre per il lavoro precedenza alle ditte della Regione, artigiani e piccole e medie imprese, per la concessione degli appalti e per la gestione dei servizi: altro che phone center di Regione Lombardia che rispondono dalla sicula Paternò di larussiana memoria. &#8220;<strong>Arriva Expo 2015 e il lavoro deve finire prima di tutto alle nostre imprese</strong>&#8221; sbottava in radio un imprenditore milanese.</p>
<p>Dopo il lavoro, la casa. Precedenza ai residenti nell´assegnazione delle (già poche) case popolari. Nonostante in Lombardia la Lega sia riuscita dopo immani lotte ad introdurre questo principio (residenza di almeno 5 anni per accedere ai bandi) in alcune province oltre il 50% degli appartamenti (a Milano il 56%) finisce ancora agli extracomunitari. Dunque? &#8220;<strong>Chi non abita qui da almeno quindici o vent´anni aspetta e si arrangia</strong>&#8221; è la soluzione indicata da molti. E l´impegno della Lega su questo si farà notare. Sempre sul tema casa, gli aiuti per gli affitti saranno riservati, secondo lo stesso criterio, con priorità ai residenti nella Regione, per evitare che (come accade oggi) quasi il 70% dei vari bonus, aiuti e aiutini finisca a famiglie straniere.</p>
<p>Più attenzione al territorio anche a scuola: proprio dalle Regioni a guida Padana riparte la battaglia per avere insegnanti reclutati a livello regionale e programmi scolastici che parlano di storia, lingua, cucina e musica delle terre dove i bambini nascono e crescono. <strong>E il filone della &#8220;precedenza ai residenti&#8221; vale anche per le graduatorie nei nidi e negli asili</strong>, nonchè nell´erogazione di buoni scuola ed esenzioni varie che ad oggi sono in buona parte a favore degli stranieri (a Milano ad esempio 2 gratuità su 3 per la mensa  sono a vantaggio di extracomunitari).</p>
<p>Altro tema caldo è quello della Sanità. &#8220;Basta con lo strapotere di CL per nomine, consulenze e incarichi, mi aspetto più trasparenza e meritocrazia&#8221; sbotta un medico che da anni lavora in prima linea al Policlinico di Milano. &#8220;Qualche euro in meno e qualche controllo in più per le cliniche private e più attenzione e investimenti nelle strutture e negli ospedali pubblici&#8221; è la richiesta di Sergio, altro medico lombardo. <strong>Attese troppo lunghe nei Pronto Soccorso, attese troppo lunghe per alcuni esami specialistici sono solo alcuni dei fronti si cui dalla Lega si attende un cambio di marcia grazie al maggior peso nelle Regioni</strong>.</p>
<p>Non meno interesse per la difesa del territorio dalla speculazione edilizia. Qualche centro commerciale in meno e qualche parco in più, a differenza di quanto accadeva fino a ieri con governatori di destra e sinistra, con un conseguente rilancio delle politiche agricole e dei consumi locali alla faccia delle patate transgeniche o delle fragole galattiche che qualcuno a Bruxelles vorrebbe piazzarci in tavola.</p>
<p>La Polizia Regionale poi, invocata con maggiore presenza e maggiore coordinamento, per contrastare immigrazione irregolare e delinquenza diffusa soprattutto nei piccoli Comuni dove vigili e polizia faticano ad arrivare. <strong>Ai governatori leghisti si chiede di togliere il bollo auto grazie a un drastico ridimensionamento delle autoblu, taglio che molte amministrazioni locali a guida leghista hanno già operato</strong> (a volte con fatica) da tempo. Sempre in tema di trasporti treni regionali più puliti e puntuali.</p>
<p>Non solo uno slogan elettorale, perché migliaia di lavoratori e studenti pendolari pagano ogni giorno sulla propria pelle servizi e soprattutto disservizi. Senza alibi, su questo le Regioni hanno tutta la possibilità di intervenire: per dirla con Aurora della Valle Seriana &#8220;rimettere a posto anche le piccole stazioni sarebbe un gran bel segnale per i pendolari e darebbe anche lavoro a imprese delle nostre parti&#8221;.</p>
<p>Infine molti, se non tutti, si aspettano soprattutto una forte accelerata sul Federalismo. &#8220;<strong>Il voto del 28 e 29 marzo è un voto politico perché se dal Nord arriva un segnale forte a Roma nessuno, neanche i nostri alleati dubbiosi, avrà finalmente più scuse</strong>&#8220;. A parlare così non è un politologo ma è Ronny, leghista di Alessandria di 27 anni, che riassume una sensazione diffusa. Forse tutti i &#8220;casini&#8221; romani di questi giorni, dai timbri alle firme, dai panini ai ricorsi, hanno sullo sfondo un unico grande timore: il Federalismo che vuol dire Responsabilità. Chi produce spende, chi spreca paga di suo. Quasi ovvio si potrebbe pensare, ma non in Italia&#8230;</p>
<p>Passo e chiudo, non prima di aver salutato il vincitore trevigiano del Grande Fratello che una volta tanto ha portato un po´ di lingua veneta in televisione, di aver rimpianto il mitico Tonino Carino da Ascoli che ci ha lasciato, di essermi fatto gli auguri per il mio 37° compleanno e di aver ringraziato ciascuno di voi per la lettura, compresi i &#8220;fenomeni&#8221; che vomitano insulti ogni volta perche´ evidentemente e´ l´unica cosa che sanno fare.</p>
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		<title>La Lega stravince le regionali. Ma Berlusconi non cade. Ecco perché</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 16:22:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Martedí 23.02.2010 10:20









Premetto che l&#8217;articolo l&#8217;ho preparato quasi tutto fra sabato e domenica, quindi prima della vittoria del Milan a Bari (alè!) e soprattutto prima del concerto di domenica sera di Vasco al Forum e delle relative 2 birre e 2 cuba libre al seguito (doppio alè, non guidavo io!!!). Punto primo, una notizia che ha [...]]]></description>
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<tbody>
<tr>
<td valign="top"><strong></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Premetto che l&#8217;articolo l&#8217;ho preparato quasi tutto fra sabato e domenica, quindi prima della vittoria del Milan a Bari (alè!) e soprattutto prima del concerto di domenica sera di Vasco al Forum e delle relative 2 birre e 2 cuba libre al seguito (doppio alè, non guidavo io!!!). Punto primo, una notizia che ha dell&#8217;incredibile e che viene da Bruxelles: questa settimana in Parlamento (in particolare nella mia commissione) non si parlerà di tonno rosso o scoiattolo grigio, di misura dei piselli o di lunghezza delle banane, bensì di qualcosa di utile: <strong>etichette obbligatorie</strong> (speriamo non troppo incasinate) che indichino <strong>Paese di provenienza e di lavorazione di quello che consumiamo e obbligo per le pubbliche amministrazioni di pagare entro 60 giorni i fornitori</strong>, pena sanzioni dal 5% a crescere per il ritardo accumulato.</p>
<table border="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td align="center"><img title="Matteo Salvini" src="http://www.affaritaliani.it/upload/ma/0019/matteosalviniape1.jpg" alt="Matteo Salvini" hspace="4" vspace="4" /><br />
<em>Matteo Salvini<br />
<strong></strong></em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Siamo all&#8217;inizio del percorso e <strong>le lobby anti-cambiamento proveranno a mettersi di mezzo</strong>, ma i lettori dei <em>Cavolini Padani</em> saranno aggiornati puntualmente sui passi in avanti che conto ci saranno in queste direzioni. Intanto in Italia&#8230; Fortunatamente finita la farsa sanremese, sfortunatamente ancora d&#8217;attualità valanghe, frane e terremoti, <strong>in campo politico tengono banco i problemini all&#8217;interno del Pdl</strong>: chi parla di fronde e chi di vendette trasversali, chi fa mancare il numero legale in Parlamento o nei Comuni, chi ex di Forza Italia guarda in cagnesco gli ex di An e viceversa, chi gode delle intercettazioni altrui nella speranza di non essere intercettato a sua volta, chi aspetta tizio o caio al varco dei risulati elettorali per fare i conti.</p>
<p><strong>E se la Lega dovesse prendere una vagonata di voti al Nord il 28 e 29 marzo</strong>, come pronosticato da ogni sondaggista interpellato, che succede? Salta tutto? No, secondo me no, succede esattamente il contrario:<strong> governo più forte, riforme più spedite, Berlusconi più tranquillo</strong>. Provo a spiegarmi. Dei due pilastri che reggono la maggioranza, la Lega è sicuramente quello più organizzato, più sicuro, più ramificato, più solido, quello con un migliaio di sedi sul territorio e decine di migliaia di militanti e amministratori che si muovono compatti. Indipercui più <strong>voti la Lega prende, più rende solido il governo soprattutto al Nord</strong>, che è poi il cuore, il motore e il portafoglio del Paese, con buona pace di qualche lettore-commentatore che ad ogni articolo non riesce a trattenere insulti, frustrazioni o reazioni scomposte antinordiste.</p>
<p>Perchè <strong>i problemi interni al Pdl spesso vengono soprattutto da Roma in giù</strong>, dove la voglia di riforme e di cambiamento non sempre è così forte. <strong>Una Lega che cresce al Nord, governando in prima persona Veneto e Piemonte e con un forte potere contrattuale in Lombardia, significa acceleratore premuto sulla via delle riforme</strong>, fiscali e federali come prima cosa. E siccome il Governo tiene solo se riesce a portare avanti quanto promesso nel 2008, se vincono i &#8220;riformatori&#8221; il primo a festeggiare dovrebbe essere lo stesso Berlusconi, mentre un&#8217;avanzata dei &#8220;conservatori&#8221; acuirebbe gli ostacoli per l&#8217;uomo di Arcore.</p>
<p><strong>Con la Lega che fa il pieno dei voti si accelera su alcuni temi sentiti soprattutto al Nord</strong>, pensiamo alla riforma degli studi di settore, alla diminuzione della pressione fiscale, alla concretizzazione del processo federale e alla prosecuzione sulla via maroniana alla sicurezza. Il potere di interdizione delle lobby romane, sindacali e democristiane perderebbe ulteriore forza e Berlusconi sarebbe in qualche modo &#8220;costretto&#8221; a riformare tutto il riformabile. Ecco perchè una vittoria della Lega farebbe bene non solo al Governo ma all&#8217;intero Paese, almeno a quella parte di Paese che non ha nulla da temere dalle riforme che premiano chi produce di più e spende (e spande) di meno. Ecco perchè qualcuno, all&#8217;interno della stessa area del centro-destra, più ancora che nella sinistra individua nella Lega il &#8220;pericolo pubblico numero uno&#8221; sulla propria strada di rallentamento delle riforme e mantenimento dello status quo. Se fossi in Berlusconi dunque, oltre a preparare una campagna acquisti estiva degna della prima squadra di Milano, tiferei per Bossi e compagnia per rinforzare l&#8217;attività del Governo ed allungarne la vita. Altrimenti saranno Casini soprafFini&#8230;</p>
<p><strong>P.S.</strong> L&#8217;antipasto di pesce di lago, la tinca al forno e le sarde con polenta della Trattoria al Porto di Clusane, frazione di Iseo, meritano tre stelle sulla personale guida culinaria padana degli amici dei Cavolini. Il week end elettorale bresciano-camuno ha sortito i suoi effetti!</div>
</div>
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		<title>Cavolini Padani : Roma ladrona. Ieri, oggi, domani e sempre</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 13:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cavolini Padani]]></category>

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&#8220;Io vi odio a voi romani, io vi odio tutti quanti, distruttori di finanze e nati stanchi, siete un peso alla nazione, siete proprio brutta gente, io ti odio grande Roma decadente&#8221;. Correva l&#8217;anno 1979 e il cantautore Alberto Fortis, nato in quel di Domodossola nel 1955, metteva in musica quello che la [...]]]></description>
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<table cellspacing="0" cellpadding="4" width="200" align="right" bgcolor="#e7f7ff">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><strong></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;<strong>Io vi odio a voi romani, io vi odio tutti quanti, distruttori di finanze e nati stanchi, siete un peso alla nazione</strong>, siete proprio brutta gente, io ti odio grande Roma decadente&#8221;. Correva l&#8217;anno 1979 e il cantautore Alberto Fortis, nato in quel di Domodossola nel 1955, metteva in musica quello che la politica avrebbe rilanciato una decina di anni dopo. Chiariamo subito che il &#8220;bersaglio&#8221;, di Fortis prima e di Bossi dopo, non erano ovviamente donne e uomini che a Roma vivono e lavorano, ma quel &#8220;sistema&#8221; che sotto il Colosseo prospera, vivacchia e rubacchia da secoli. Per esempio? C&#8217;è davvero bisogno di fare l&#8217;elenco? I colori politici non c&#8217;entrano: da Giulio Cesare a Rutelli, da Caligola ad Alemanno la musica non è cambiata di molto. Per il &#8220;riassunto&#8221; dei furti passati, presenti e forse futuri mi sono fatto dare una mano (lo confesso) dagli amici incontrati in Facebook.</p>
<p><strong></p>
<table border="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td align="center"><img title="Roma Ladrona" src="http://www.affaritaliani.it/static/upl/rom/0001/roma-ladrona-ap.jpg" alt="Roma Ladrona" hspace="4" vspace="4" /><br />
<em>Manifesto della Lega contro<br />
Roma ladrona<br />
<strong> </strong></em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Partiamo dalla televisione, dalla Rai, che ha cominciato a trasmettere nel 1954 fra Milano e Torino e oggi invece parla, ride e canta solo e soltanto romanesco</strong>. Passiamo alla &#8220;compagnia di bandiera&#8221; alitaliana, che occupa al 90% signori e signore romane, che ha abbandonato in fretta e furia Malpensa (meglio così) e che costa al contribuente italiano un patrimonio.<strong> E le tangenziali? Perchè a Milano si paga mentre sul Grande Raccordo Anulare si scorrazza in lungo e in largo aggratis da sempre</strong>? E le Olimpiadi? Venezia ha osato alzare la testa e proporsi come città ospitante nel 2020? Ma non scherziamo, ecco che un bel codazzo di enti pubblici e privati rilancia Roma, sia mai che qualche quattrino possa finire oltretevere&#8230;</p>
<p><strong>Sono riusciti perfino a far incazzare il buon Cacciari, il che è tutto dire</strong>. Non dimentichiamo poi che a Venezia hanno pure provato a copiare il Festival del Cinema (quel gran genio di Veltroni) spendendo un patrimonio per portare sotto er Cupolone quello che viene scartato altrove, ma con grancassa mediatica di Rai e compagnia. La Formula Uno si corre da sempre a Monza? E dov&#8217;è Monza? <strong>Ci facciamo un bel circuito al Circo Massimo, una cantatina di Venditti e uno strip della Ferilli e il gioco è fatto</strong>. Ce stanno a provà. E poi via con le brutte copie del Salone del Libro di Torino e addirittura col Carnevale Romano riscoperto dal prode Alemanno. &#8220;Ma tanto in maschera da quelle parti ci stanno tutto l&#8217;anno&#8221; commenta Sonia su Facebook&#8230;</p>
<p><strong>La capitale italiana della moda? Da sempre Milano</strong>, ma non si sa mai, tanto che diversi operatori denunciano il tentativo di scippo anche in questo campo, a partire dall&#8217;alta moda femminile. I Veneti, trevigiani e padovani in primis, si ricordano ancora l&#8217;invasione in campo rugbistico della Capitale, che ha provato addirittura a inventarsi &#8220;celtica&#8221; pur di fottere in mischia anche la palla ovale. &#8220;Fra un po&#8217; la coppa del mondo la sposteranno da Madonna di Campiglio al Terminillo&#8221; ironizza (magari mica poi tanto) Gianmaria da Piacenza. E poi il doppiaggio di telefilm e cartoni animati, business nato a Milano e sempre più deportato (concorrenza sleale? pgamenti in nero?) in zona Colosseo. E la musica? E le lobby che portano dritte a Sanremo? Vabbè, senza pensare all&#8217;Antonella Clerici de noantri basta tornare con la memoria alla nescita stessa del Regno d&#8217;Italia. Prima capitale Torino, nel 1861, poi trasferimento a Firenze nel 1865 e ovviamente fermata finale a Tottilandia nel giugno del 1871. Qualcosa si doveva capire già allora&#8230; O no? E oggi, oggi cosa gh&#8217;emm de fa?</p>
<p>Oggi c&#8217;è da tener duro perchè, seguendo la teoria dei corsi e ricorsi storici del buon Vico, il vento ha cambiato direzione. Sì, perchè gli elargitori del quattrino forse si sono stufati, soprattutto in periodo di crisi, e quindi oguno farà e festeggerà in base ai quattrini che produrrà. <strong>Volete il Gran Premio di Formula Uno? Pagatevelo</strong>. Volete le Olimpiadi? Tirate fuori i soldi. Volete fare la festa del cinema, del libro, del teatro, della cotoletta e del tortello di zucca? Pagatevele. Volete aprire nuove cliniche o ospedali? <strong>Magari prima tirare fuori la lira per coprire i miliardi di debito pubblico sanitario accumulati</strong>. Volete tenervi rai, alitalia e cinecittà? Psgatevele e non chiedete più un solo euro di quattrino pubblico. Per fortuna l&#8217;aria sta leggermente cambiando e in questi due anni la quantità di soldi pubblici stanziati per strade, autostrade e ferrovie al Nord non ha precedenti nella storia. Così come il federalismo, che dalle parti del Tevere è visto come la peggiore sciagura, sta procedendo seppur fra mille insidie e tranelli. Occhi sempre aperti dunque, perchè magari domani qualche amico capitolino proverà a chiedere al ministro Zaia di riconoscere come Prodotti Romani Doc le trofie al pesto, la bagnacauda, la polenta taragna e i bigoli in salsa&#8230;</div>
</div>
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<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="660">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" height="50" valign="middle"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		<title>Cavolini Padani: &#8220;Dovete votare la Lega e non il Pdl&#8221;. In cinque punti l&#8217;affondo agli alleati</title>
		<link>http://www.matteosalvini.net/sito/archives/402</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 09:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cavolini Padani]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma davvero Lega e Pdl fanno sempre &#8220;le stesse battaglie&#8221;? Spesso sì, sempre no&#8230; Alcuni esempi?
 
Giovedí 28.01.2010 21:15
&#8220;Non lo so ancora per chi voterò. Di certo non a sinistra, sceglierò Bossi o Berlusconi, tanto più o meno le battaglie sono le stesse&#8221;. Ero sulla metropolitana milanese settimana scorsa e queste erano le parole che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ma davvero Lega e Pdl fanno sempre &#8220;le stesse battaglie&#8221;? Spesso sì, sempre no&#8230; Alcuni esempi?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Giovedí 28.01.2010 21:15</p>
<p>&#8220;Non lo so ancora per chi voterò. Di certo non a sinistra, sceglierò Bossi o Berlusconi, tanto più o meno le battaglie sono le stesse&#8221;. Ero sulla metropolitana milanese settimana scorsa e queste erano le parole che si scambiavano due signore che avevano appena chiuso il <em>Corriere della Sera</em>. Ma davvero Lega e Pdl fanno sempre &#8220;le stesse battaglie&#8221;? Spesso sì, sempre no&#8230; Alcuni esempi?</p>
<p><strong>Tema sicurezza</strong>: una parte del Pdl chiede il voto anticipato per gli immigrati, l´insegnamento del Corano nelle scuole, la possibilità di aprire moschee di qua e di là (vedi i dibattiti aperti ad esempio a Milano, Trento, Torino e Castiglione delle Stiviere, paese quest´ultimo dove la Lega ha abbandonato la giunta di centrodestra proprio per la scelta di concedere un´area dismessa a chi vuole la moschea in città).</p>
<p><strong>Tema sanità</strong>: una parte del Pdl, a livello politico e amministrativo, ha orecchie e portafoglio molto attenti alle esigenze (spesso non propriamente fondate&#8230;) del sistema sanitario privato, con relativi accreditamenti, spesa farmaceutica e costi crescenti, a volte a discapito del sistema pubblico la cui &#8220;concorrenza&#8221; qualcuno tenderebbe volentieri ad eliminare.</p>
<p><strong>Tema commercio e impresa</strong>: una parte del Pdl ha a cuore il presente ed il futuro della grande impresa e della grande distribuzione, con corollario di apertura di mega centri commerciali di qua e di là a discapito del negozio e del piccolo e medio imprenditore. A Bruxelles, nella commissione Mercato Interno e Diritti dei Consumatori di cui sono membro, si parlava di ritardati pagamenti che mettono in ginocchio soprattutto le Piccole e Medie Imprese: chi paga in ritardo però non è solo il pubblico ma, come sottolineato dalla Lega, il privato di grandi dimensioni, dai supermercati alle grandi imprese.</p>
<p><strong>Tema ambiente</strong>: il dibattito è aperto, e non solo a Milano, sulle quantità di cemento e di nuove abitazioni nelle città italiane da qui ai prossimi 30 anni. E anche in questo caso una parte del Pdl tende a tradurre in atto politico i disegni di grandi costruttori e di grandi proprietari fondiari, magari a discapito di qualche pezzo di parco, di qualche quartiere storico o di qualche cascina antica. E se per fronteggiare l&#8217;emergenza inquinamento a Milano la Lega propone misure forti come la circolazione a targhe alterne e la chiusura del centro alle auto, da una parte del Pdl arriva un secco no.</p>
<p><strong>Tema Roma-Milano</strong>: una parte del Pdl è quella che ipotizza un futuro Gran Premio di Formula 1 sotto il Colosseo, è quella che difende le tangenziali gratis intorno a Roma, è quella che non vuole neanche sentir parlare dei potenziamenti delle sedi RAI del Nord, Milano e Torino in primis. Questo ovviamente è un problema per un partito &#8220;nazionale&#8221; che deve mettere d&#8217;accordo l&#8217;elettore di Milano con quello di Roma, quello di Verona con quello di Palermo. Problema che la Lega in molti campi oggi non ha.</p>
<p><strong>Detto questo è chiaro che l&#8217;alleanza tra Lega e Pdl sta portando ottimi risultati sia in parlamento che in tantissime regioni, provincie e comuni</strong>. E&#8217; chiaro che come in ogni rapporto di coppia ognuno deve smussare il suo carattere e cercare di comprendere le differenze altrui. E&#8217; chiaro che si può condividere l&#8217;80 o il 90 % di quello che si fa, ma è altrettanto chiaro che <strong>piccole e grandi differenze ci sono e negarlo sarebbe stupido</strong>.</p>
<p>Per questo consiglio alla signora del metrò e ai lettori dei Cavolini Padani di sintonizzarsi su Radio Padania Libera (<a href="http://www.radiopadania.net/">www.radiopadania.net</a>) perché dalle 6 alle 20 ci saranno 14 ore ininterrotte di filo diretto di microfoni aperti agli ascoltatori che risponderanno a questa domanda: per chi (e perché) voterai alle elezioni di marzo? Sono sicuro che, così come nei giorni scorsi, non mancheranno le testimonianze di tanti elettori di Forza Italia e di Alleanza Nazionale che &#8220;sono tentati&#8221; di provare la loro prima volta con la Lega Nord.</p>
<p>Un saluto a tutti, soprattutto ai milanisti affranti come me.</p>
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		<title>Cavolini Padani : I leghisti? Brutti, sporchi e cattivi. Ma con loro gli immigrati son felici</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 13:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serena</dc:creator>
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Cari Affaritaliani.it, a volte penso che di immigrazione e relativi diritti (meno spesso di doveri) si occupino di più alcuni italiani che non gli stranieri stessi. Leggevo nel weekend su Affari di italiani che organizzano per il 1° marzo un fantasioso &#8220;sciopero&#8221; degli immigrati, che immagino non avranno molta voglia di perdere una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedí 18.01.2010 18:47</p>
<p>Cari Affaritaliani.it, a volte penso che di immigrazione e relativi diritti (meno spesso di doveri) si occupino di più alcuni italiani che non gli stranieri stessi. Leggevo nel weekend su Affari di italiani che organizzano per il 1° marzo un fantasioso &#8220;sciopero&#8221; degli immigrati, che immagino non avranno molta voglia di perdere una giornata di lavoro per far piacere a qualche benpensante. Di italiani che ci raccontano quanto siano importanti per il nostro futuro gli ingegneri indiani o gli advisor brasiliani, come se i problemi legati all&#8217;immigrazione venissero dai plurilaureati e non dai colonizzatori di alcune periferie, soprattutto qui al Nord.</p>
<p>Di italiani che invocano la scorciatoia del diritto alla cittadinanza ed al voto dopo soli cinque anni, senza peraltro interpellare i diretti interessati che di tutto hanno voglia e bisogno fuorchè di correre in anticipo in cabina elettorale. E basta poi con &#8217;sta telenovela degli insulti &#8220;razzisti&#8221; a Balotelli: mi sa che lo fischiano per quello che fa e disfa in campo, per il suo modo di s-comportarsi (peraltro scusabile in un ragazzino) e non per il colore della pelle, mi sa che lo fischierebbero pure se fosse alto e biondo e avesse i nonni finlandesi. </p>
<p>Cari Affaritaliani.it, al di là di tanti blablabla rileggevo in questi giorni i numeri relativi alla marea migratoria in Italia degli ultimi anni ed alle realtà dove gli immigrati si sono meglio inseriti. Sorpresa delle sorprese, la &#8220;provincia modello&#8221; da questo punto di vista sapete quale risulta essere? Treviso. Sì, proprio la Treviso amministrata dalla Lega da ormai più di quindici anni, la Treviso di Gentilini e di Zaia, la Treviso dei leghisti brutti, sporchi e cattivi, così razzisti che. nemmeno gli immigrati se ne sono accorti.</p>
<p>E che dire di Milano poi, di quella &#8220;Milano cieca&#8221; ed egoista dipinta da monsignor Tettamanzi dove vivono, lavorano e mandano i figli a scuola ormai quasi 200mila stranieri? Cari Affaritaliani.it, io penso che se il nostro e il loro domani sarà più tranquillo e sereno sarà grazie ai doveri e non solo ai diritti. Sarà grazie agli argini messi da Maroni a difesa del nostro Paese, perché ormai è evidente anche a un bambino che immigrazione clandestina fa rima con delinquenza. Sarà grazie ai limiti posti dal ministro Gelmini per l&#8217;accesso alle scuole, perché ormai è evidente anche a un bambino che chi non parla l&#8217;italiano non può pensare di imparare la storia e la geografia per miracolo. </p>
<p>Sarà grazie agli interventi di quei sindaci, spesso diffamati e insultati, che osano verificare dove e come vivono, dove e come lavorano i loro cittadini, in alcuni casi ammassati in venti in un bilocale per la disperazione loro e di chi vive loro vicino. Ecco perché quel vostro titolo &#8220;Immigrati, l&#8217;Italia non può stare senza&#8221; mi pareva un poco strano. E chi vuole stare &#8220;senza&#8221; i 4 milioni di stranieri che qui vivono e lavorano da tempo? Anche per questi 4 milioni i problemi sono altri, sono i clandestini, sono gli sfaccendati, sono i delinquenti, sono i tot-milioni di disperati o avanzi di galera che qualcuno vorrebbe far arrivare qui per poi ammassarli in altre Rosarno. Sindacati? Grande industria? Cooperative? Malavita organizzata? Enti benefici dal lucro facile? </p>
<p>Non so chi faccia il tifo per chi, lascio a chi legge l&#8217;ardua sentenza sperando che dai &#8220;commenti&#8221; al pezzo si astengano i poveretti dell&#8217;insulto per professione, pochi per fortuna ma fastidiosi come le verruche. Intanto passo e chiudo perché vado su Facebook a leggere dello &#8220;sciopero&#8221; degli immigrati lanciato in rete dal comitato Primo Marzo 2010 presieduto da Stefania Ragusa, giornalista di Glamour e collaboratrice di altri giornali fra cui Il Manifesto. Pensa te la vita come è strana e come le omonimie possono essere beffarde: quando nel secolo scorso ho cominciato a fare il consigliere comunale mi par di ricordare che all&#8217;Indipendente, quotidiano di area leghista, lavorasse una collega con lo stesso nome. E con lo stesso cognome. Magari mi ricordo male io. O magari si tratta di un&#8217;altra persona. O magari cambiano i tempi. E le idee.</p>
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